Se la quarzite avesse un profumo sarebbe quello dell’ “Haut-Brion” | Mozzo | Novembre 2019

Per tanti anni ho aperto, di quando in quando, la scatola custodita in un angolo della cantina di Enotop, semplicemente per guardala e compiacermi di averla nella mia piccola collezione. Tante volte ho progettato di celebrare qualcosa di importante per stapparla. Nel 2014 è nato Matteo, da allora ho immaginato di dedicarla al ricordo di quel giorno. In un attimo è arrivato il 2019, il trasloco in una nuova casa della nostra famiglia, che nel frattempo si è allargata con l’arrivo di Benedetta nel 2017, e insieme a noi è traslocato lo Chateau Haut-Brion del 2004….Un po’ per insistenza di qualcuno, un po’ per celebrare e andare oltre il piacere della vista della bottiglia, ho pensato che era arrivato il momento di stapparla in compagnia di quattro amici curiosi.
Apro la bottiglia non più di un’ora prima, indovinando io momento; il vino si presente con un colore “fruttato”, integro, senza la minima sfumatura di granato, che, in generale è evidente nei vini rossi di 15 anni. Il tappo è perfetto, imbevuto di 1-2mm, non di più. Non ha bisogno di “ossigenarsi” di assestarsi, sembra che il tempo non sia passato. Ci investe con intensità un “cesto di frutta”.
Mentre ricordiamo la natura ciottolosa del terreno delle Graves, la quarzite in particolare, veniamo sobbalzati da profumi terziari vagamente eterei, di copertone, di ceralacca di…no, fermi tutti, è la mineralità….è la quarzite! Come la quarzite? Certo non avete mai sentito il profumo della quarzite? Beh, è questo!
Mentre spiego come ho cucinato la guancia brasata usando qualche bacca di ginepro, due foglie di alloro, una punta di di paprica affumicata, ci spostiamo ad apprezzare nel vino le note di leggera affumicatura e di spezie pungenti…persistenti…di ginepro! Ci insegue in ogni strada sensoriale che prendiamo.
L’equilibrio è perfetto tra morbidezze e durezze. Dando per scontate le prime ci soffermiamo sulla freschezza, la sapidità, l’eleganza del tannino…è seta in bocca. Poi la sapidità minerale, questa volta l’aroma e il “sapore della quarzite”, delle spezie, dei frutti rossi, sempre lì…a raccontare, come solo i grandi vini sanno fare, tutti gli anni della sua vita….
Io ripenso un po’ a quelli “addormentati” dal 2004 al 2012 della sua….e della mia vita, e a quelli dei risveglio, culminati in quella notte del 2014 che sembra ieri ancora oggi, novembre 2019

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